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E’ uno dei primi comuni che si incontrano uscendo dalla capitale, dirigendosi verso nord, raggiungibile sia dalla via Flaminia che dalla via Tiberina. Tale vicinanza a Roma, il cui centro dista solo 20 km, ha portato molti romani, stanchi della confusione cittadina, a trasferirsi in questi luoghi, ma ha anche consentito ai rianesi di potersi spostare per lavoro o per studio senza dover rinunciare a risiedere nella loro terra d’origine.
Il santo protettore di questo caratteristico paese è San Giorgio che appare nello stemma raffigurante uno scudo con in cima la corona e il santo al centro. Riano si affaccia sulla valle del Tevere e il suo centro storico si erge su uno sperone di tufo mostrando ancora oggi tutto il suo fascino di antico borgo medioevale: il castello baronale insieme alla chiesa parrocchiale e il palazzo comunale, che si affacciano sull’antica piazza, creano uno degli angoli di maggior atmosfera. “La prima memoria, che di questa borgata si trova appartine all’anno 1169: apparisce da questa, che allora era posseduta almeno in parte da Giovanni Ronzione e da Berardo suo fratello, i quali con pubblico istromento (…) donarono il dominio e la loro porzione del castello con tutte le sue pertinenze, e con ciò che ivi possedevano, tanto a titolo di eredità, quanto a titolo di locazione a papa Adriano IV. (…) Sul principio del secolo seguente, cioè l’anno 1203, Riano si enumera da Innocenzo III insieme con tutti gli altri beni del monastero di s. Paolo. Nulladimeno sembra che non per intiero lo possedesse, e che forse quella proporzione che era stata dai due fratelli Ronzini donata alla Camera Apostolica sotto Adriano IV era stata ceduta ai Vezzosi. Imperciocché il Galletti nella sua dissertazione sopra Capena riporta un atto esistente nell’archivio di s. Paolo, dal quale si trae, che nel 1259 il monastero comprò la parte del Castrum Raiani spettante a Iacopo de Vezzosi. Nel 1268 per pagare la somma di tale acquisto, vendette il casale Fiorano a s. Balbina, secondo lo stesso Galletti, al quale dobbiamo tutte le notizie storiche di questa Terra desunte da documenti autentici. Nel 1393 di già questo castello si chiamava come oggidì e continuava ad essere dipendente intieramente dal monastero di s. Paolo. Sembra che negli sconvolgimenti che afflissero i dintorni di Roma nel primo e nell’ultimo periodo del secolo XV, Riano talmente avesse a soffrire che fu riedificato di nuovo; imperciocché il Galletti ha conservato la notizia che nell’anno 1500 Lorenzo d’Alessandria abbate concesse terreni a persone allora venute per abitare Riano castello nuovamente edificato ovvero riformato. Nell’anno 1527, onde far fronte alla contribuzione imposta dagl’imperiali a Clemente VII. fu venduta questa Terra con tutte le sue pertinenze a Luigi Gaddi per 20000 ducati, due anni dopo però tornò in potere del monastero per 20000 scudi. Questo per nuove emergenze lo vendette nel 1531 a Francesco Spinola per ducati 12000: i discendenti dello Spinola nel 1538 lo venderono a Gaddi per la seconda volta, mediante lo sborso di ducati 16.000. L’anno 1570 il card. Pierantonio Cesi lo comprò da Silvia ed Antonia Gaddi, eredi di Luigi, e così rimase a questa famiglia del ramo di Acquasparta. Poscia passò ai Ludovisi-Boncompagni principi di Piombino.”L’origine del nome Riano, sempre secondo il Nibby, “si deduce da un’ara di Giano, ARA IANI; ma questa congettura non si appoggia ad alcun documento, e solo ad una lontana somiglianza di suono; certo è che il nome attuale deriva da quello di Castrum Raiani e Castrum Reiani, che portò ne’ tempi bassi.” Il testo è tratto da: “Analisi Storico-Topografico-Antiquaria della Carta de’ Dintorni di Roma” di A. Nibby - edizione seconda, vol. 3, del 1849. |
| Ultimo aggiornamento Giovedì 09 Ottobre 2008 09:31 |